Le licenze europee di gioco non sono valide in italia, niente equivoci!

Vogliamo cominciare questa trattazione sull'evoluzione della normativa europea ed internazionale in tema di giochi di sorte online, sgombrando il campo da ogni equivoco.

I CASINO ONLINE PUR SE LICENZIATARI IN ALTRI PAESI EUROPEI NON HANNO TITOLO PER ESERCITARE SUL TERRITORIO ITALIANO.

In parole povere, l'unico ente in grado di rilasciare concessione all'esercizio dei casinò online è l'ente italiano AAMS. Non fatevi ingannare da bandiere europee in banner fuorivianti!

Bisogna però specificare che operatori e marchi presenti e licenziatari anche in altri paesi europei, operano nel territorio italiano con lo stesso brand (e con il portale .it) perchè hanno ottenuto la concessione AAMS che consente loro di operare all'interno del nostro territorio legalmente. Quindi se non basta che un casinò online sia concessionario ad esempio a Malta di licenza per operare in Italia, è possibile che uno stesso casinò abbia più licenze, una per ogni paese in cui opera.

Le Licenze concesse in Europa. Introduzione, boom, Ripensamenti e sviluppi futuri.

Facciamo un excursus sulla situazione normativa per quanto riguarda i casinò online in Europa. Ebbene, a parte qualche bookmaker inglese, che da sempre oltre ai servizi di scommesse sportive offriva anche poker online, skill games e qualche gioco di casinò, a partire dal settembre 2007 la situazione è completamente cambiata.

Gli elementi scatenanti della corsa che da allora si è avuta a licenze di “remote gambling” concesse da stati europei sono stati molteplici, ma i principali sono stati i seguenti:

1) La chiusura da parte del Governo degli Stati Uniti nei confronti del gioco d’azzardo online, che con il passaggio dell’UIGEA già dal 2006 aveva fortemente limitato il mercato online, spingendo i principali operatori a concentrare i propri sforzi verso altri mercati, principalmente quello europeo. (da segnalare che a partire da fine del 2014 alcuni stati, come quello del New Jersey, hanno cominciato a rilasciare le prime licenze, per cui esistono al momento alcuni casinò che operano legalmente online ma solo nei confronti di questo specifico stato federale).

2) La presenza in Inghilterra del Gamblig Act 2005, che prevedeva l’entrata in vigore la parte relativa al remote gambling a partire da Settembre 2007. La principale novità introdotta da questo provvedimento normativo è relativa alla possibilità da parte di operatori considerati attendibili in base a certi parametri di cui dopo tratteremo, di effettuare non solo la raccolta nel mercato britannico, ma anche la sponsorizzazione su suolo britannico. Tale impostazione "ulta-liberistica" ha subito un freno poderoso nel 2014, con novelle al Gambling Act che hanno portato la legislazione britannica in materia ad avvicinarsi a quella di altri paesi europei (lo analizzermo meglio nei punti successivi).

I principali parametri presi in considerazione dalla Gambling Commission per redigere quella che viene denominata “white list” ovvero un elenco di operatori che possono operare tranquillamente su territorio britannico sono: il luogo di concessione della licenza, ed un’analisi delle modalità di concessione della stessa da parte dei governi d’oltreoceano.

Infatti abilitati ad operare sul territorio inglese, senza necessità di controllo preventivo da parte della Gambling Commission sono tutti quei casinò online che hanno licenze concesse da altri stati membrii dell’Unione Europea, o dell EEA (European Economic Area); sottoposti a controllo ed a revisione periodica sono invece le modalità di concessione delle licenze degli altri stati, ed ad oggi risultano “whitelisted” le licenzed concesse da Isle of Man, Alderney, Tasmania, Antigua ed altri territori (quasi tutti ex protettorati britannici)

Approfittando di quest’opportunità Malta (membro dell’Unione Europea) attraverso una politica fiscale molto favorevole ha attratto all’interno della propria giuridizione la maggior parte degli operatori che avevano intenzione di trasferirsi per approfittare dell’importante novità legislativa introdotta dall’Inghilterra.

3) La concessione da parte di alcuni primi Stati di licenza "nazionali": in questo senso si sono orientate Italia, Danimarca, Spagna, Belgio ed anche (limitatamente al poker ed alle scommesse sportive) la Francia. Tale impostazione ha portato a ritenere legittimamente operanti all'interno dei singoli stati nazionali solo quegli operatori che fossero stati licenziatari in ciascuno di essi. Tali innovazioni sono state portate anche a seguito dello studio della Commissione Europea in tema di gioco d'azzardo online, sfociato nel documento di linee programmatiche denominato "Green Book".

4) Anche la Gran Bretagna, a partire dal settembre 2014, ha cambiato rotta, e si è orientata decisamente verso una normativa più "conservatrice" e soprattutto volta a proteggere l'erario nazionale, stabilendo che gli operatori che possono operare sul territorio britannico devono avere una residenza fiscale britannica ed un licenza inglese.

Insomma, sebbene il segmento di mercato del gioco d'azzardo online sia ancora in evoluzione, sembra chiara a nostro parere quale sia la strada intrapresa dalla maggioranza degli operatori e dei Paesi, e quindi quale possa essere anche l'andamento per il futuro: sempre più ci saranno enti e concessioni nazionali.

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